Congregazione di don Orione PDF Stampa E-mail
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venerd́ 14 dicembre 2007

Descrizione della Congregazione nel libro "Vita di Don Orione", Domenico Sparpaglione

la Piccola Opera della Divina Provvidenza è un'umile Congregazione Religiosa, moderna nei suoi uomini e nei suoi sistemi, tutta e solo consacrata al bene del popolo e dei figli del popolo, affidata alla Divina Provvidenza.

Nata per i poveri, a raggiungere il suo scopo essa pianta le sue tende nei centri operai, e di preferenza nei rioni e sobborghi i più miseri, che sono ai margini delle grandi città industriali, e vive, piccola e povera tra i piccoli e i poveri, fraternizzando con gli umili lavoratori, confortata dalla benedizione della Chiesa, dal valido appoggio delle Autorità e da quanti sono spiriti aperti ai nuovi tempi di cuor largo e generoso. Al popolo essa va, più che con la parola, con l'esempio e l'olocausto d'una vita di e notte immolata con Cristo all'amore e alla salvezza dei fratelli.

Pur (...) avendo un'anima e un cuor solo e unità di governo, sviluppa attività molteplici, secondo le svariate necessità degli umili, ai quali va incontro, adattandosi (...) alle diverse esigenze etniche delle nazioni tra cui la mano di Dio la va trapiantando.

Essa non è, dunque, unilaterale, ma, pur di seminare Cristo, la fede e la civiltà, nei solchi più umili e bisognosi della umanità, assume forme e

metodi differenti, crea e alimenta diversità di istituzioni, valendosi, (…) di tutte le esperienze e dei suggerimenti che attinge dalle locali Autorità.

Suo anelito è la  diffusione, tra il popolo, dell’Evangelo e dell’amore al (…) Papa, nonché uno spinto più vivo e più grande di fraterna carità tra gli uomini, rivolto ad elevare, religiosamente e socialmente,  le classi dei lavoratoti da ideologie da ideologie fatali i diseredati, a edificare ed unificare i popoli in Cristo.

Suo campo è la carità, però nulla esclude della verità e della giustizia ( ) Sua vita è amare, pregare, educare l'orfanità e i più derelitti figli del popolo alla virtù e al lavoro. (...) suo privilegio è servire Cristo nei poveri più abbandonati e reietti. (...)

E' questa, forse, la minima tra le Opere di fede e di carità, (...) ma non vuol essere seconda a nessuna nel consumarsi di amore a servigio della Chiesa, della Patria e del popolo.

 

 
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