Don Orione e disabili PDF Stampa E-mail
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martedì 01 luglio 2008

In Italia don Luigi Orione sembra essere ancora vivo. Ogni tanto si parla con qualcuno che vuole sapere chi siamo o da dave veniamo. "Da don Orione" è spesso la risposta. C'è chi non s'accorge e ci dice di salutarlo! Spesso, al telefono, chiedono di parlare con "Don Orione"...

Per comodità, o per consuetudine del nostro Istituto si dice semplicemente "di don Orione". Di case dette "di don Orione" ce ne sono tante. In Italia, in Polonia, in Romania, in Spagna, in Inghilterra, in Bielorussia, in Ucraina, nell'America di Sud, nell'Africa, nell'Asia... Ci sono, come la nostra, case per disabili o gravemente malati, che spesso vengono chiamate "Piccolo Cottolengo" - per analogia col "Cottolengo di Milano". Ci sono scuole materne, scuole elementari, scuole medie, licei, anche un'Università. Poi, innumerevoli case di accoglienza, case degli esercizi spirituali diffuse in ogni provincia religiosa. Infine parrocchie e oratori, anche loro sono chiamati "di don Orione".

Chi è questo "Don Orione". E' una domanda importante per me, che cerco di seguire le sue orme nella "Piccola Opera della Divina Provvidenza" - la congregazione da lui fondata - anche essa detta "di Don Orione". E' una domanda che oggi pare difficile rispondere.Sono pasati tanti anni dalla morte di don Orione, il mondo è cambiato parecchio, Sono pochissimi rimasti che hanno conosciuto o visto san Orione. Come seguire qualcuno che non si conosce?

Pur avendo letto molto e ascoltato tanto ci rimane questo bisogno di sperimentare il suo spirito per tradurre in pratica almeno un pò di teoria. E qua magari hanno ragione quelli che telefonando il nostro Istituto dicono che vogliono parlare con don Orione se fosse presente in persona. Perchè hanno ragione? Speriamo che san Luigi sia ancora presente nello spirito, nello spirito dell'opera da lui iniziata.

Il 16 maggio don Giulio Massi, uno dei ultimi che ancora ricordano san Luigi, ci ha raccontato tante sue memorie di lui.  Una di questi rivela un pò il cuore di questo "spirito".

Don Orione diceva che noi, "Figli della Divina Provvidenza" non siamo davvero i benefattori dei malati, che ospitiamo nelle nostre case. Considerava invecce loro come i nostri benefattori. Perchè? Perchè  la fatica del lavoro svoltio per servirli e le loro sofferenze accolte da Dio come pura preghiera ci aprono il cielo! Ecco don Orione! "I malati sono i nostri benefattori". Il fatto che li aiutiamo vestirsi, che li serviamo a tavola, oppure organizzaimo per loro attività non vale come essere avvicianti a Dio.

Forse siete delle persone, che, come me, non vengono facilmente colpite dagli articoli o dalle biografie. Magari siete di quelli, che, come me, aprono gli occhi con stupore alla vista di tutto questo "di don Orione". Un mondo che ci racconta di un uomo eccezionale...

 
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